
Islam e cristianesimo
2008: anno del dialogo religioso?
da Nigrizia.it
Il 2008 si apre con ottimi auspici per quel che riguarda il dialogo religioso: i leader musulmani, fautori della lettera ‘Una parola comune tra Noi e Voi’ inviata a tutti i capi religiosi cristiani, hanno accettato l’invito del papa ad un incontro sul tema del dialogo.
L’incontro ci sarà: i 138 leader musulmani hanno accolto l’invito di Benedetto XVI ad un incontro sul tema del dialogo.
L’iniziativa era partita proprio dai capi musulmani, il 13 ottobre avevano inviato a tutti i rappresentanti delle fedi cristiane la lettera Una parola comune tra Noi e Voi, dove si auguravano di aprire presto un dialogo tra le due fedi. Ad un anno esatto dalla lettera aperta che 38 capi musulmani indirizzarono a Benedetto XVI sull'onda delle polemiche suscitate dalla sua ''lectio magistralis'' a Ratisbona, il nuovo documento, firmato da personalità di quasi tutti i paesi islamici, sunniti e sciiti, era indirizzato a tutti i leader cristiani, non solo al papa, ma anche al capo della Chiese anglicana, ortodossa, luterana, battista, metodista e riformista. “Se cristiani e musulmani non sono in pace, il mondo non può essere in pace” afferma la lettera.
Un documento senza precedenti, soprattutto se si considera che l’islam non ha una gerarchia clericale, accolto con entusiasmo negli ambienti clericali cristiani. Il 13 novembre la risposta del pontefice: la lettera con l’invito ad un incontro fu affidata dal segretario di stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, al principe giordano Ghazi bin Muhammad bin Talal, in rappresentanza di tutti i capi musulmani che hanno aderito all’iniziativa.
Proprio a Bertone il principe giordano ha fatto arrivare l’accettazione dell’invito: una delegazione arriverà a Roma per l’incontro. La proposta è di un incontro 'tecnico' per il mese di febbraio o marzo per discutere ''i dettagli degli accordi e della procedura''.
Obiettivi del dialogo islamo-cristiano, secondo Ghazi, devono essere il ''pieno rispetto per la dignita' di ogni essere umano'', una ''conoscenza oggettiva della religione dell'altro'' e l'''impegno comune nella promozione di rispetto reciproco e accoglienza tra i giovani''. ”Il nostro motivo per dialogare è essenzialmente voler cercare la buona volontà e la giustizia per praticare quel che noi musulmani chiamiamo rahmah e che voi chiamate caritas”.
Ghazi non nega che ci saranno sempre differenze tra le due fedi “anche Noi, come Voi, riteniamo impossibile un completo accordo teologico”, ma il dialogo serve a “cercare e promuovere una posizione e un'azione comune basata su cio' su cui siamo d'accordo in vista del bene comune e del bene di tutto il mondo''.
Sul dialogo religioso tra Islam e Cristianesimo ascolta l'intervista a padre Giuseppe Scattolin, comboniano missionario in Libano, Sudan ed Egitto e insegnante di mistica islamica al Pontificio istituto di studi arabi e islamistica di Roma.